ALGERIA
maggio
DURATA   20 GG
KM PERCORSI   4.500
TAPPE PRINCIPALI   TUNISI-CONSTANTINE-ALGERI-TIARET-TAGHIT-BENI ABBES-TIMIMOUN-GHARDAIA-EL OUED-TOZEUR-TUNISI

29 aprile
Arrivati al porto di Genova ci imbarchiamo sul traghetto “GNV Aurora” in partenza alle 18 per Tunisi dove arriverà in poco meno di 24h. È una imbarcazione nuovissima che ha preso servizio da un paio di mesi; la propulsione è alimentata gpl e anche per questo la navigazione è silenziosissima. Nonostante la cantieristica Italiana abbia da sempre una riconosciuta e apprezzata tradizione questo traghetto è stato realizzato in Cina.

30 aprile
Attracchiamo alla Goulette, il porto di Tunisi, nel pomeriggio a troviamo alloggio in un appartamento più che decoroso (32€ due camere e moto al piano terra) poco distante dal porto stesso. Cena “street food” a base di pesce che valeva assolutamente il costo di pochi spiccioli.

1 maggio
Tunisi-Constantine km 490
Lasciamo Tunisi e superata Tabarka siamo al border dove le operazioni per l’ingesso in Algeria richiedono tanta pazienza, ma del resto era assolutamente da mettere in conto. Ce la caviamo in due ore e mezzo, ma tiriamo un grosso sospiro di sollievo; viaggiamo senza l’ausilio di una guida e nemmeno con il supporto di agenzie locali. Non veniamo fermati in nessuno dei numerosi checkpoint lungo la strada e arriviamo tranquillamente a Constantine nel tardo pomeriggio dopo 490km di ottima autostrada (nessun pedaggio) e benzina che costa 30cent di €.

2 maggio
Constantine-Algeri Km 418
Lasciamo il nostro hotel alla periferia della città (ampia camera doppia a 27€ con colazione e moto nella hall.
Prima di ripartire ripercorriamo il centro della città famosa anche per i suoi numerosi e suggestivi ponti. Ne attraversiamo più d’uno soffermandoci per le foto di rito al Sidi M’Cid, il più conosciuto e a ragione considerato il più bello.
Tutta autostrada sino ad Algeri fermandoci solo per il pieno che costa praticamente 20 cent al litro, ma in realtà anche meno se come noi si cambiano euro al mercato ero (-30% rispetto al cambio ufficiale). L’autostrada è gratis ma temo non lo sarà per molto visti i numerosi cantieri per la costruzione di barriere lungo tutti i 400 km.
Arriviamo ad Algeri nel primo pomeriggio all’ Hotel Sidi Thameur affacciato sul Mediterraneo (25€ la camera doppia con bagno e colazione inclusa). Cena a base ovviamente di pesce in un ristorante al porto.

3 maggio
Algeri
Mi aspettavo una città caotica e non particolarmente curata così come altre città portuali del Mediterraneo e rimango sorpreso del fatto che nonostante i suoi 3,5 mil di abitanti il traffico è sí intenso ma sostanzialmente ordinato e gli automobilisti rispettosi e tranquilli al volante senza clacson cambi di direzione o di corsia. Anche la pulizia di strade, marciapiedi e del suo lunghissimo lungomare lascia sorpresi.
Passiamo praticamente tutta la giornata camminando tra i vicoli della casbah, patrimonio UNESCO ma purtroppo in uno stato di evidente abbandono giustificatoci da un gentilissimo signore dal fatto che molti residenti hanno lasciato la città vecchia trovando opportunità di lavoro altrove. Lo sviluppo del turismo non pare tra le priorità del Paese che non avrebbe invece nulla da inviadiare ai vicini Marocco e Tunisia; certo occorrerebbe per prima cosa agevolare le formalità di ingresso nel Paese. La casbah si anima nella tarda mattinata con i suoi negozietti rivolti a clientela locale prevalentemente femminile (abbigliamento, accessori, ecc); pochi invece quelli che propongono souvenir. Numerosi i ristoranti che propongono per pochi spiccioli piatti prevalentemente a base di pesce; ne scegliamo uno a caso e ne rimaniamo entusiasti sia per la qualità (sarde alla griglia e pesce spada) che per la simpatia del personale. Lo chef, un personaggio pittoresco, ci fa entrare in cucina per qualche foto. Il nostro albergo è a 3,5 km dal centro, ma sia all’andata che al ritorno preferiamo farli camminando in buona parte sulla strada che si affaccia sul mare dove sono numerosi i pescatori che gettano le loro lenze nella speranza di qualche cattura.

4 maggio
Algeri-Tiaret km 283
Lasciamo l’accogliente Hotel Sidi Thameur (lo consiglio davvero senza alcun dubbio) e grazie al gps riusciamo ad uscire dal traffico intenso, ma davvero ordinato, senza troppi problemi prendendo direzione Sud verso Tiaret, la nostra meta odierna. Un centinaio di km in autostrada e poi su una Statale in ottimo stato. Passo ad uno dei tanti checkpoint senza problemi al contrario di Maurizio che viene fermato mentre io lo aspetto un centinaio di metri più avanti. Nessun problema, solo un controllo dei documenti e null’altro da parte dei poliziotti che Maurizio dice essere stati assolutamente gentili e disponibili. Arriviamo a Tiaret dove alloggiamo al Bouazza Hotel….ottima scelta e camera tripla a 14€ (…7€ a testa..!).

5 maggio
Tiaret-El Bayadh Km 218
Tappa di trasferimento verso Sud e verso il Sahara. Strada scorrevole e in buono stato a parte qualche cantiere di poco conto. Decidiamo di fermarci in questa anonima cittadina trovando alloggio in un altrettanto anonimo hotel.

6 maggio
El Bayadh-Taghit km 538
Tanti km oggi, ma percorsi su ottima strada senza troppo vento e con temperature più che accettabili; anche oggi nessuno stop ai tanti check point incontrati a conferma del fatto che che circolare autonomamente in Algeria senza il supporto di guide o tour operator al seguito sia tutt’altro che difficile….questo almeno arrivati sin qui.
In prossimità di Taghit scorgiamo le imponenti dune del Grande Erg Occ.le (Erg Chebbi), una vista che ripaga in un istante dalla fatica dei tanti km percorsi oggi.
Taghit non è granché per il resto. Pochissima gente in giro e men che meno turisti; alloggiamo in uno dei diversi hotel i cui prezzi ancorché accettabili sono più alti rispetto alle sistemazioni dei giorni scorsi. Facciamo quattro passi nel suk pressoché deserto e saliamo alla cittadella, lo K’sar anche questo piuttosto abbandonato e privo di particolare interesse. Se non fosse per lo spettacolo delle altissime dune che si elevano lungo la strada Taghit non meriterebbe una sosta.20]

7 maggio
Taghit-Beni Abbes km 145
Lasciamo Taghit dopo quattro passi nel Suk e le foto di rito con le dune sullo sfondo delle nostre moto. Bellissima e nuova la strada che in un paio d’ore ci porta a Beni Abbes. Alloggiamo nell’unico hotel disponibile il Rym, una sistemazione lussuosa per le nostre abitudini e pressoché deserta; ne abbiamo conferma a ristorante dove siamo tragicamente gli unici avventori. Ci avviamo camminando verso il vicino eremo di Padre Charles de Focauld che arrivò qui nel 1901 e vi si fermò 3 anni prima di trasferirsi a Tamanrasset. La storia di questo straordinario uomo di fede ce la racconta Padre Hubert , un Benedettino francese che da anni si prende cura di questo luogo. È una persona squisita e gentile che ci racconta sì la vita di Padre Focauld, ma che scopriamo anche esserne uno studioso appassionato, un ricercatore che ha riportato alla luce documenti interessantissimi legati alla esperienza di vita di Focauld in questo luogo sperduto tra le dune del deserto.

8 maggio
Beni Abbes-Timinoum km 370
Riprendiamo la strada in direzione Sud ricongiungendoci sulla N6 dove prima di Kerzaz veniamo fermati ad un checkpoint e per me è la prima volta che accade dopo una settimana di viaggio su queste strade. Poliziotti gentilissimi che dopo aver controllato i nostri documenti trattengono i passaporti dicendoci che saremo scortati da loro per i restanti 170km per arrivare a Timimoun. Si alternano 4 pattuglie viaggiando a velocità diverse a seconda del poliziotto alla guida. Una di queste pattuglia mentre attende il cambio fa amicizia con noi offrendoci una deliziosa anguria tagliata sul posto! Stanchissimi ma appagati prendiamo alloggio al Djenane Malek Hotel, economico e più che accogliente. Conosciamo una coppia Marc un francese in pensione con Bie la sua graziosa compagna algerina con cui conversiamo piacevolmente prima di cena. Ottimo sigaro prima di un meritato riposo.

9 maggio
Timimoun
Giornata da incorniciare grazie anche alla scelta rivelatasi indicatissima di affidarci ad una guida del posto per apprezzare al meglio questo angolo di mondo tra le rune del Sahara un tempo centro carovaniero molto importante. Abdel, la nostra guida, è un ragazzo preparato, simpaticissimo e profondamente innamorato della propria terra. Il mattino camminiamo tra i vicoli della città vecchia, il souk apprezzandone i colori e i volti delle persone che incrociamo; qui è molto numerosa la gente di etnia tuareg che mantiene il proprio stile di vita e le proprie tradizioni, anche, soprattutto per le donne per il coloratissimo abbigliamento. Il pomeriggio con un 4x4 visitiamo una paio di Ksar (i villaggi fortificati di un tempo) e poi ad ammirare uno spettacolare tramonto tra le dune.

10 maggio
Timimoun-Al Mani’a km 378
Strada abbastanza noiosa percorsa per la prima parte scortati dalla gendarmeria (sempre gentili e premurosi questi ragazzi) e poi 180 km da soli senza incrociare alcun villaggio, stazioni di servizio o altro; il nulla assoluto con temperature di 36/38 gradi. A una cinquantina di km da Al Mani’a torniamo ad essere “scortati” sino al nostro alloggio odierno, un hotel suggeritoci dai militari stessi. Tappa di puro trasferimento.

11 maggio
Al Mani’a-Ghardaia Km 277
Riprendiamo la strada e veniamo intercettati quasi subito dalla gendarmeria che anche oggi ci scorterà lungo tutto il percorso. Verso mezzogiorno ci fermiamo presso una loro stazione dove probabilmente verrà organizzato il cambio del loro equipaggio; non c’è fretta e aspettiamo pazientemente quando veniamo invitati ad approfittare del couscous che è il loro pranzo. Accettiamo ovviamente e finiamo per apprezzare non solo la loro ospitalità, ma anche della bontà di questo pranzo improvvisato. A Ghardaia alloggiamo al M’Zab Hotel, fatiscente ma con ottimo rapporto qualità prezzo; alternative del resto non ce ne sono molte.

12 maggio
Ghardaia
Una intera giornata tra i vicoli delle sue 5 cittadelle (patrimonio UNESCO) accompagnati da Hadj, la nostra guida locale senza il quale non avremmo potuto apprezzare al meglio la storia e la cultura di questi luoghi. Come per Abdel a Timimoun anche per Hadj davvero pochissimi spiccioli comunque ben spesi e tanta passione nel loro approccio con i viaggiatori. Nelle “cittadelle” veniamo accompagnate da una guida “locale” a costo zero, mentre Hadj ci aspetta con la propria auto per riprendere il giro. Riportato Maurizio in hotel Hadj mi accompagna dal suo barbiere di fiducia….effettivamente la mia barba ne aveva bisogno. Cena in ho te senza grosse pretese.
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13 maggio
Ghardaia-El Oued Km 451
Ripartiamo di buon mattino senza nessuna scorta e sarà così per tutto il percorso sino alla nostra meta odierna. Strada a tratti noiosa e a tratti piacevole con dune di sabbia che ci affiancano senza però invadere la strada con può accadere se c’è vento forte. Ad un checkpoint veniamo fermati per un normale controllo di documenti dove un agente si scusa per il contrattempo creatoci offrendoci una bottiglietta d’acqua, un succo ed uno yogurt. Davvero incredibile! Riprendiamo la strada e nel primo pomeriggio raggiungiamo El Oued, una cittadina del tutto anonimo dove alloggiamo al Gazelle d’Or Hotel consigliatoci da Hadj. È un complesso residenziale incredibile con al proprio interno l’Hotel Pagoda lussuoso, ma piuttosto fatiscente. Tutto sommato 70€ (35 ciascuno) per una splendida camera e mezza pensione (colazione e cena incluse) non è neanche male. Il ristorante è all’interno di questo mega complesso dove ci si muove in bicicletta o con macchinette elettriche tipo quelle dei campi da golf. Il bouffet è ricchissimo e ovviamente ci abbuffiamo accompagnati dalla musica tradizionale di 3 valenti strumentisti locali. Sigaro è un buon rum per chiudere in bellezza.

14 maggio
El Oued-Gafsa(Tunisia) Km 250
Colazione di buon’ora e via verso il border di Hazoua dove arriviamo verso le 9. Le operazioni in uscita dall’Algeria sono assolutamente sbrigative anche perché, non c’è assolutamente traffico sia di auto che di autotreni (nessuno). Unico inconveniente è rappresentato dal fatto che non abbiamo un “papier” un foglietto rilasciato ci dicono da un distributore di benzina da consegnare all’ultimo controllo doganale. Con l’aiuto di un agente torno al primo controllo dei passaporti e mi danno questi due foglietti risolvendo il tutto senza problemi. L’ingresso in Tunisia ci porta via non più di una decina di minuti; morale della favola un’ora in tutto che senza il problema del “papier” sarebbe potuto essere anche molto meno. Decidiamo di fermarci a Gafsa dopo una breve sosta a Tozeur per trovare un paio di occhiali da lettura per me dopo che avevo perso i miei da qualche parte. A Tozeur c’ero già stato una prima volta nel 2003 con Ivana e ne conservo un piacevole ricordo. Alloggiamo al lussuoso Palas Hotel dove una doppia con mezza pensione (colazione e cena a bouffet come a a El Oued ieri) ci costa 35€.

15 maggio
Gafsa-Hammamet Km 290
I 300 km più noiosi di questo viaggio attraverso un paesaggio monotono caratterizzato da terra per lo più incolta e spesso “arricchita” da rifiuti abbandonati qua e là. Solo l’attraversamento di qualche cittadina rompe la noia di questi km e la sosta per comprarci un po’ di pesche (che qui sono davvero squisite) presso un chiosco dove il gestore è un ragazzo gentilissimo con il suo bambino affascinato dalle nostre moto; la strada è comunque ben tenuta ed il traffico più che accettabile. Gli ultimi 30 km che ci portano ad Hammamet sono in autostrada e in pochi minuti siamo al Khella Hotel (45€ 2 notti con prima colazione) dove siamo accolti dal titolare premuroso e disponibile.

16 maggio
Hammamet
Giornata di assoluto relax; peccato solo per il meteo non particolarmente bello caratterizzato da vento teso e qualche goccia di pioggia. Per la prevista nuotatina Mediterranea se ne riparlerà! Hammamet è meta turistica tra le più frequantate in Tunisia e la stessa Medina non ha più il fascino di un tempo; solo negozi di souvenir e l'insistenza dei venditori a proporre la propria merce. Ci venni la prima volta con Ivana nel 1979 per ritornarci ancora nel 2003 ed Hammamet come tutta la Tunisia erano davvero tutt'altra cosa.
La scelta del ristorante dove cenare è ovviamente abbondante; tralasciamo quelli più "importanti" disposti lungo la baia e aptiamo per "La Piccola Barca", poco più che un chiosco e pochi tavolini all'esterno. Servizio spartano ed essenziale, ma il fritto, e non solo, sono davvero da urlo ed a prezzi più che accettabili. Assolutamente da consigliate. Per chiudere degnamente la giornata un buon sigari al Bar della Fortezza dove l'"esule" Bettino Craxi soleva godersi il tramonto sulla baia.

17/18 maggio
Hammamet-La Goulette-Genova
Concluso il giro Algeria,un giro che e' andato oltre alle aspettative per i luoghi visitati , la magnificenza del deserto e i suoi tramonti , le città con le sue mediane,la gentilezza e l ospitalità del Suo popolo incluso I militari della Gendarmerie" che sono sempre stati cortesi e volte imbarazzati nel chiederci di scortarci senza dimenticare la loro disponibilità nell offrirci cibo e bevande e addirittura ospitati a consumare un pranzo gratuito nella mensa di un compound militare tra Timimoun e Ghardaia.
La scorta militare è iniziata quando ci siamo portati verso sud ovest dall città di Beni Abbes firmo a Nord Est dopo Ghardaia, circa 1800 km di scorta obbligatoria , i militari si presentavano all reception dell albergo all ora da noi indicata e poi si proseguiva con cambi di pattuglie fini alla citta successiva ad andature tra i 80/119 km .
Il fatto che fossimo scortati non mi ha assolutamente pesato anzi addirittura ci sono stati anche momenti di giovialità e scherzosi con loro.
La scorta rappresenta più che altro una protezione in caso di difficoltà nei lunghi tratti desertici dove appunto non c è nulla per 300km se non che sabbia, e sopratutto nulla che indirizzi a pericoli legati a fattori terroristici o di criminalità praticamente inesistenti .
Al contrario come al solito indicati sul sito della Farnesina Viaggiare Sicuri che indica almeno 49 punti di allerta..( sul sito della Farnesina ho una mia opinione personale che tengo per me)
Tornando all Algeria è fortunatamente ancora lontana dalle mete comuni dove il turismo di massa la fa ' da padrone '. E che dire del mio compagno di viaggio...beh, farlo con il Limonta è sempre un enorme piacere. Spirito d'avventura comune, voglia di conoscere, passione per ciò che si vive in viaggio e perché no...anche divertimento! Del resto ci conosciamo da più di dieci anni e di sane avventure ne abbiamo vissute parecchio sulle strade del mondo!


visioni di viaggio - 2014
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