SOUTH AFRICA
Giugno/Luglio
DURATA   40GG
KM PERCORSI   13.000
TAPPE PRINCIPALI   SUDAFRICA-LESOTHO-ESWATINI(SWAZILAND)-BOTSWANA-NAMIBIA-ANGOLA-ZAMBIA-MALAWI

28-29-30-31 maggio 1 giugno Cape Town
Alloggiamo al più che dignitoso Sunflower Stop Backpackers dove avremmo dovuto fermarci 2/3 notti, ma un contrattempo doganale e il we di mezzo ci obbligano a prolungare la permanenza. Al contrario di Mirco conosco già questa metropoli cosmopolita di quasi 4 mil. di abitanti essendoci già arrivato con Maurizio a conclusione di quella fantastica avventura del 2018 da Alessandria d’Egitto a Cape Town appunto. Una intera giornata al Waterfront dove convinco Mirco a gustarci delle ottime ostriche freschissime accompagnate da un buon bianco locale; e poi la salita in funivia panoramica al Table Mountain e la visita al coloratissimo quartiere di Bo-Kaap ….in attesa di recuperare le nostre moto ed iniziare il nostro viaggio.

2 giugno – Cape Town-Cape of Good Hope-Ermanus. Km 284
(Hermanus Backpackers & Budget Accomodation) lasciamo finalmente Cape Town dopo aver ritirato le nostre moto al deposito indicatoci da Anita, la corrispondente del nostro spedizioniere (Fisher) dirigendoci al Capo di Buona Speranza per le foto di rito. C’ero già stato nel 2018 con Maurizio Limonta al termine di quella straordinaria avventura da Alessandria d’Egitto a Città del Capo. Prima di sera siamo ad Hermanus, cittadina sull’oceano che ricordavo per la sua bellezza. È inverno e non c’è anima viva. Cena nell’unico pub aperto.
3 giugno – Hermanus– Plettemberg Bay km 450 (Plett Quarter Hotel)

4 giugno - Plettemberg Bay-Aliwal North km 714
Tanti km oggi complessivamente piuttosto noiosi. Siamo in Sudafrica, ma dell’Africa che conosco e che amo c’è ben poco, ma lo sapevo e va bene così, il bello arriverà più avanti. Anonima anche la cittadina di Aliwal North dove arriviamo che fa buio e fatichiamo anche a trovare da dormire; il b&b che alla fine ci ospita è più che dignitoso. Hamburger e patatine nel pub poco distante, doccia e a nanna.

5 giugno – Aliwal North- Malalea (Lesotho) km 274
Lasciamo l’anonimo b&b di Aliwal North e ci dirigiamo verso Palmietfontain dove, superato il border (formalità doganali sbrigate in 10 minuti) prendiamo la A2 sino a Mohales Hoek. Qui, anche su indicazioni “on the road” lasciamo la A2 optando per un percorso più breve scelta che si rivela tutt’altro che felice. Sono 90km di sterrato a tratti davvero impegnativo; un saliscendi continuo su fondo sconnesso che solo a tratti ci consente di superare i 70kmh. La fatica è premiata dalla bellezza de Malealea Lodge dove passiamo la notte, un luogo davvero incantevole incastonato tra le montagne. È bassa stagione e siamo gli unici ospiti; fa freddino, ma del resto siamo anche a 2000m. Prima di cena a base di hamburger e patatine davanti ad un camino che ci riscalda siamo allietati dal coro di un gruppo di ragazzi locali che si esibisce per noi in enti della tradizione locale.

6 giugno Malalea-Ladysmith. Km 420.
lasciamo questo luogo incantevole percorrendo 7km di sterrato prima di prendere la A2 godendoci gli 80 km che ci separano da Maseru dove facciamo dogana e rientriamo in Sudafrica raggiungendo la nostra destinazione prendendo alloggio al Royal Hotel (35€ la singola). Oggi tantissimi km di puro divertimento su strade in ottimo stato godendo di paesaggi strepitosi e tante soste per scattare foto nei piccoli villaggi che attraversiamo accolti dal sorriso dei loro abitanti incuriositi al nostro passaggio; gente povera, ma anche in questo caso di una dignità assoluta. È anche il mio compleanno e dopo una cena al bouffet, Mirco mi sorprende con spumante e torta, non solo al tavolo festeggiano con noi 3 simpatiche sorelle anch’esse ospiti con i genitori dello stesso hotel. Mirco si sta davvero dimenticando un compagno di viaggio ideale.

7 giugno Ladysmith-Lobamba (eSwatin). Km 415.
Lasciata Ladysmith riprendiamo la R33 in direzione E-Swatini (ex Swaziland). Strada ottima in un saliscendi divertente che ci permette di tenere una buona media. Le formalità doganali sono come per il Lesotho di una semplicità assoluta e in pochi minuti siamo nello eSwatini. Pochi km oltre il border superiamo Mbabane, la capitale, e raggiungiamo il Mantenga Lodge una soluzione triovata su Booking a prezzo modesto che si rivela azzeccatissima. Ottimo anche il ristorante su una grandiosa terrazza immersa nel verde.

8 giugno Lobamba-Malelane. Km 170
Prima di ripartire ci rechiamo al Mantenga Village (la ricostruzione di un tipico villaggio locale) dove esistiamo ad uno spettacolo di balli e canti della tradizione locale da parte di un gruppo di ragazzi e ragazze nei loro coloratissimi costumi tradizionali; nulla di particolarmente entusiasmante. Pochi km oggi che prevedono l’uscita da questo piccolo Stato, l’eSWatini e il rientro nel Sudafrica nella regione che comprende il Krugher National Park. Ci fermiamo per la notte a Melalane una cittadina ai margini del Krugher National Park dove trovo su Booking una sistemazione che mi pare interessante e soprattutto a prezzo più che ragionevole (38€ la camera con colazione). Siamo al “Belvedere on river Lodge” e non crediamo ai nostri occhi quando praticamente dalla nostra camera vediamo una famiglia di elefanti che attraversa il fiume sotto di noi dove un ippopotamo sonnecchia placidamente; un luogo pazzesco davvero!
Ceniamo sulla terrazza del lodge con i colori di un tramonto di quelli che solo l'Africa può regalare e prima di rientrare in camera per la notte un ottimo sigaro da godermi in assoluta tranquillità. Mirco Cainelli, ottimo compagno in questa avventura, non poteva avere battesimo migliore per la sua prima volta quaggiù.

9 giugno Malelane-Marnitz Km 572
Il mattino salutiamo la gentilissima e premurosa Christine che ha in cura questo paradiso e riprendiamo la strada in direzione Botswana. 570 km di strada in ottime condizioni ma noiosissima e ci fermiamo affidandoci al caso, al Baobab’s Farm Cottage accolti dal simpaticissimo Henk (fodero e pistola in dotazione e da sua moglie Anel. È un luogo nel nulla lungo la R11 ma è perfetto (25€ la camera) e dispone di una sorta di ristorante per la cena. Unico aspetto negativo il freddo che proprio non ci aspettavamo che ci obbliga a rispolverare le maglie termiche che pensavano di abbandonare definitivamente. E domani Botswana!!!

10 giugno Marnitz-Nata km 498.
Salutiamo il simpaticissimo Henk che ci da utili informazioni per i prossimi km in terra Botswana e dopo 35 km siamo al border. Pochi minuti per il timbro di uscita dal Sudafrica sul passaporto e siamo nella dogana del Botswana dove improvvisamente c’è un blackout di corrente che dura almeno un’ora. Aspettiamo pazientemente che il problema si risolva scambiando quattro chiacchiere con un gruppo di cacciatori sudafricani ovviamente Afrikans attrezzati di tutto punto. Kudu, impala, zebre le prede che mi dicono intendono cacciare; vorrei esprimere loro tutta la mia disapprovazione, ma lascio prudentemente perdere. I quasi 500 km che ci aspettano per raggiungere Nata sono di una noia mortale anche se tutti su un asfalto più che buono. Il traffico assolutamente modesto ci consente di viaggiare costantemente a una media din100kmh. Nata è un villaggio piuttosto anonimo ed i numerosi Lodge della zona sono un ottimo punto di partenza per i Safari nel vicino Chobe Nat Park. Troviamo alloggio al più che dignitoso Maya B&B.

11giugno Nata-Maun Km 324
Riprendiamo la A3 direzione Est. Siamo nella regione dell’Okawango una delle aree naturalistiche più apprezzate del Botswana. La strada è in discrete condizioni fatta eccezione per alcuni tratti iniziali in rifacimento ma occorre sempre prestare attenzione alle buche, spesso vere e proprie voragini. Viaggiamo praticamente nella savana e anche attraverso il casco ne respiro gli inconfondibili odori. Ci imbattiamo anche in un gruppetto di zebre che pascolano a bordo strada solo inizialmente infastidite dalle nostre moto; poi si fermano e riusciamo anche a fotografarle. Arriviamo nel primo pomeriggio alla caotica e polverosa Maun che superiamo per una quindicina di km sino a raggiungere la Nako Okawango Guesthouse. Mike il proprietario è un simpatico omone di 150kg di nazionalità Inglese, ma che ha vissuto in giro per il mondo prima di trovare qui, da pensionato, la propria dimora. Escursione in barca sull’Okawango niente di che, così come le cena in compagnia di tre viaggiatori spagnoli.

12 giugno Maun-Charles Hill km 485 dopo una notte passata a coprirmi dal freddo (non più di 5/6 gradi) riprendiamo la A3 sino a Ghanzi superata la quale dopo una quarantina di km si prende la A2 in direzione del border con la Namibia. Ci fermiamo per la notte all’Ekori Lodge che troviamo a 7 km superata Charles Hil. Domani Namibia!

13 giugno Charles Hill-Windhoek km318
pochissimi km e siamo al border. Pochi minuti per il timbro di uscita sul passaporto dal Botswana e un’ora e mezzo per le formalità in entrata in Namibia il cui visto costa la bellezza di 90€ più altri 20€ per il permesso di importazione temporanea della moto. Noiosissimi i 300km della E6, la Kalahari Highway, che ci portano a Windhoek dove alloggiamo all’Hotel Pension Steiner, gestione cinese, ma buon rapporto qualità prezzo. Siamo di fronte al più grande centro commerciale della città e ne approfittiamo per alcuni acquisti. Cena al Ristorante Sicilia con pizza più che dignitosa. Quattro chiacchiere con quattro simpatiche ragazzotte locali sedute al tavolo accanto.

14 giugno Windhoek-Cape Cross. Km
Lasciata Windhoek prendiamo la superstrada che ci porta a Swakompmund dove ritroviamo l’oceano Atlantico e prendiamo la C34 lungo la Skeleton Coast sino a Cape Cross famosa per la sua colonia di foche. C’ero già stato nel 2019 (non in moto allora) quando attraversammo la Namibia in lungo e in largo rimanendone affascinati. Alloggiamo allo splendido Cape Cross Lodge affacciato sull’oceano e gustarsi un sigaro dopo cena con il fruscio delle onde a tenermi compagnia è il modo migliore per terminare la giornata.

15 giugno Cape Cross-Outjo. Km 430
lasciamo lo splendido Lodge di Cape Cross ed entriamo subito a vedere l’incredibile colonia di foche che rappresenta un po’ l’attrazione di questo luogo nel nulla. Mirco ne è entusiasta e allo stesso tempo sorpreso della quantità di questo simpatici animali che si accalcano sulla spiaggia e si tuffano nell’oceano. Riprendiamo la strada imboccando la C35 che per i primi km è un asfalto nuovissimo salvo poi diventare sterrato sino a Uis dove facciamo rifornimento e percorrere altrim120 km su sterrato di sabbia e ghiaia a tratti difficile sino a Khorixas dove riprendiamo finalmente l’asfalto sulla C39 sino al Outjo dove troviamo una splendida sistemazione alla Farmhouse Boutique; ottimo anche il ristorante. Giornata faticosa per via dei 170 e oltre km di sterrato ma ne è valsa la pena anche per gli incontri che la strada, comunque essa sia, ci regala ogni giorno!

16 giugno Outju-Opuwo. Km 415
Strada veloce su ottimo asfalto sino a questa città che deve la sua importanza dal punto di vista turistico al fatto che sia la “capitale” della etnia Himba. Opuwo è quotidianamente animata dalle donne himba che arrivano in città dai propri villaggi per fare acquisti di provviste ancor di più oggi che è giorno di mercato. Le donne Himba sono di una bellezza scultorea, hanno un portamento elegante e un atteggiamento fiero, quasi austero. Eleganti e disinibite, si cospargono la pelle più volte al giorno e dedicano molto tempo ad acconciarsi i capelli, ricoperti anch'essi della stessa mistura. Sono loro, vestite solo con una gonnellina di pelle di capra, ad occuparsi del villaggio, mentre spesso gli uomini sono lontani, al seguito del bestiame. Altro gruppo etnico presente in questa regione sono gli Herero. Le donne Herero sembrano inconsapevoli del trascorrere del tempo. Ancora oggi indossano lunghi ed ampi vestiti con curiosi copricapo coordinati, ispirati alla moda dei coloni ottentotti di oltre un secolo fa. Ceniamo al Kaokoland, in pratica l’unico ristorante della città e ci arriviamo con un taxi…...in realtà taxi qui non esistono…ti metti a bordo strada e in un attimo c’è un’auto sgangherata che si ferma e per pochi spiccioli ti porta a destinazione.

17 giugno. Opuwo
Mattinata dedicata alla visita in uno dei villaggi Himba sparsi nella zona; ci accompagna Aparicio, una guida locale di origini portoghesi suggeritaci dalla nostra Guesthouse. Non ne rimango deluso, ma le cose sono cambiate parecchio rispetto a 16 anni fa. Durante la giornata nei villaggi rimangono quasi esclusivamente anziani e bambini, mentre gran parte delle donne vengono in città per le provviste o per organizzarsi in piccoli commerci. Fare delle foto in città è difficile se non in cambio di qualche spicciolo; io li capisco anche, ma non è la cosa migliore per il loro stesso bene. Mi arrangio rubando qualche scatto con il teleobiettivo. La sera torniamo per cena al Kaokoland e ci fa compagnia Aparicio, la nostra guida che si è rivelata un’ottima scelta.


18 giugno Opuwo-Ondjiva (Angola) km 335
Lasciata Opuwo dopo ottima colazione al nostro “AbbabGuesthouse” ci dirigiamo verso Uuatapi e quindi su una strada di recente costruzione non rilevata dal TomTom arriviamo a Oshikango superata la quale siamo al border. Uscita veloce dalla Namibia ci vogliono due ore e mezzo per sbrigare le pratiche di ingresso in Angola. Il visto d’ingresso non ha nessun costo, mai l’aiuto di un ragazzetto ci consente di passare da un ufficio e da un timbro all’altro senza troppi problemi, ma con tanta pazienza! Siamo in Angola e ci fermiamo per la notte all’“Aguja Verde Hotel” una struttura fatiscente che pare sia l’unica accettabile in città. Aspettiamo una mezz’ora che arrivi qualcuno alla reception e avere a disposizione le nostre camere. Prima di arrivare in albergo troviamo un ATM dove fare provvista si moneta locale e cerchiamo un distributore per i nostri serbatoi. La benzina costa 0,30€ il litro….ma al distributore c’è una fila kilometrica… che troviamo però il modo da buoni italiani di eludere senza nemmeno attirare l’ira di quelli in coda. Cena in un vicino ristorante (l’hotel è deserto e ristorante o prima colazione non se ne parla) tutto sommato accettabile.

19 giugno. Ondjiva-Lubango. Km 419
Tappa di trasferimento su strada accettabile dove ci fermiamo spesso per qualche foto; la gente di qui non è molto abituata al passaggio di motociclisti o di turisti in generale, forse anche per questo tutti ci salutano al nostro passaggio e per i bambini è una occasione di festa e si sbracciano vedendoci arrivare. Lubango è la seconda città dell’Angola, abbastanza trafficata ma tutto sommato pulita e ordinata. Alloggiamo al Mass Hotel, più che dignitoso e frequentato soprattutto da militari.

20 giugno Lubango-Lobito. Km 478
Lasciamo il Mass Hotel e prendiamo la strada che sale alla Serra de Leba è una catena montuosa che collega Lubango a Namibe una città importante affacciata all’oceano. Si sale fino a oltre 1800m per poi scendere a valle in un susseguirsi di tornanti; ci fermiamo per le foto di rito al “mirador” e torniamo a Lubango dove prendiamo Estrada National 280 che ci porterà a Benguela. La strada è a tratti buona con diverse interruzioni per lavori di ripristino; molti tratti sono invece “rasati” in attesa di nuovo asfalto e comunque occorre sempre massima attenzione alle buche che sono spesso vere e proprie voragini. Ci fermiamo lungo la strada ad uno “street food” per uno spuntino a base di zuppa di fagioli. Raggiungiamo Benguela al tramonto e decidiamo di proseguire per 35 km sino a Lobito, una località balneare frequentata da viaggiatori e benestanti locali. Alloggiamo all’Hotel Resting un 4 stelle affacciato sull’oceano.

21 giugno Lobito
Relax

22 giugno Lobito-Kuito. Km 435
Lasciamo la “cittadina balneare” di Lobito e prendiamo la EN250 direzione Est. È probabilmente la strada più bella percorsa sin qui. Un saliscendi su una altopiano a 1500/1700m su un buon asfalto a parte quei tratti dove occorre zizzagare per evitare le solite buche. A Kuito troviamo un buon alloggio al Tradicional Hotel, ma dobbiamo purtroppo fare i conti con un inevitabile cambiamento di programma. Pensavamo di entrare in Zambia al border che si trova superata Lulea, ma le informazioni raccolte sulla qualità della strada lasciano pochi dubbi: impraticabile. Occorre tornare in Namibia e raggiungere lo Zambia via Levingstone, con inevitabile aggiunta di km. Pazienza, alternative non c’è ne sono.

23 giugno Kuito-Matala. Km 658
Rivisto forzatamente il programma lasciamo Kuito, una cittadina che si potrebbe dire “di frontiera” e tra al l’altro centro di una regione tra le più depresse del Paese e prendiamo la EN140 percorrendone più di 300km su buon asfalto sino a Menongue e poi EN280 sino a Matala un importante centro lungo il Kunene River che attraversiamo sul ponte che porta in città. Tanti km, ma fatica ripagata da strade in ottimo stato, niente traffico (zero camion) e il piacere nell’attraversare una miriade di piccoli e animati villaggio. Il passaggio di motociclisti come noi deve essere un evento piuttosto raro, non si spiegherebbe altrimenti la gioia dei bambini ma non solo che corrono a salutarci al nostro passaggio. Quando ci fermiamo per rifornirci “on the road” al mercato nero insomma perché le pompe sono sono sprovviste di gasolina siamo circondati da ragazzi che vogliono conoscerci e farsi fotografare con noi. Non mi preoccupo più di tanto delle bottiglie di plastica utilizzate e della qualità di benzina che finisce nel serbatoio della mia moto, l’ho fatto decine di volte nel corso dei miei viaggi e nei posti più disparati; mai avuto problemi e mai utilizzato filtri di qualsiasi genere. Alloggiamo al Pensão Vanjul più che dignitosa per i 18€ la singola con bagno.

24 giugno Matala-Oshikango. Km 596
Da Matala raggiungiamo Lubango e ripercorriamo a ritroso la stessa strada fatta entrando in Angola. Le operazioni doganali in uscita dall’Angola e in entrata in Namibia sono veloci. Non paghiamo di nuovo il visto d’ingresso nel paese essendo ancora valido quello sul passaporto della scorsa settimana. Tanto km anche oggi, ma dobbiamo recuperare tempo per fermarci a Levingston e dare modo a Mirco di vedere le Cascate Vittoria e di organizzarci per un Safari al Sout Luangwa Nat. Park. Alloggiamo all’economicissimo Oshikango Country Lodge accolti dalla simpaticissima e “voluminosa” Claudia. Scopro anche che qualche anno fa vi soggiornò il carissimo amico Paolo Remondetti.

25 giugno Oshikango-Divundi. Km 662
Tanti km anche oggi, ma purtroppo dobbiamo correre perché Mirco deve arrivare necessariamente a Namwera il 2 luglio e abbiamo ancora km da fare e o cose da vedere. Gran parte del percorso oggi da Turto a Divundi è sulla E8 o meglio sulla “Trans Caprivi Highway” che a tratti costeggia il bellissimo Cunene River che determina anche il confine tra Namibia e Angola. Dobbiamo sempre fare i conti con la benzina perché tra un distributore a l’altro ci sono sempre più di 200km…..ma ce l’abbiamo fatta anche oggi. Per la notte ci meritiamo un ottimo resort a 5 km dal centro di Divundi.

26 giugno Divundi-Kazungula km 472
Oggi aspetta la dogana con lo Zambia che raggiungiamo dopo gli ultimi 200 km in terra di Namibia. Prima di arrivarci attraversiamo piccoli villaggi di capanne con i bambini, ma non solo bambini, che vedendoci arrivare si sbracciano per salutarci. Mi fermo per alcune foto in uno di questi piccoli villaggi dove mi vengono in contro una dozzina di ragazzini e mi chiedo perché siano sulla strada e non invece a scuola. Probabilmente se fossi passato di qui cinquant’anni fa avrei visto lo stesso villaggio come ora; è cambiata solo la strada che ora è asfalto. Si costruiscono strade pagate dai cinesi in cambio di terra per sfruttarne le risorse alla pari di multinazionali di tutto il mondo grazie a compiacenti governanti corrotti. Strade invece che scuole dove formare nuove generazioni o ospedali dove potersi curare; si muore ancora di malaria, di colera, malnutrizione o aids….patologie curabilissimi. E si muore di parto nei villaggi. Più di due ore al bordo d’ingresso nello Zambia senza però che ci venga fatto pagare alcunché per il visto se la permanenza nel Paese è di sei giorni come nel caso nostro. Avremmo voluto raggiungere Livingston già oggi, ma 150km di strada orrenda ci costringono a fermarci a Kazungula anche perché gli ultimi km li facciamo al buio e con la mia Voge che accusa qualche problema che valuteremo domani. Troviamo alloggio in una pessima guesthouse dove comunque abbiamo un letto e una doccia.

27 giugno Kazungula-Livingstone-Mazabuka. Km 415
Colazione e via alla ricerca di un meccanico che possa fissare il variatore di tensione che ieri su quell’orribile sterrato si era staccato dal telaio su cui è fissato con una staffa e che ieri sera avevamo in qualche modo riparato con il solito insostituibile nastro americano. Martin Motorbike Repair pare sia il migliore sulla piazza. Ci arriviamo e l’officina è praticamente una tettoia su una strada polverosa alla periferia della città. Martin si dà da fare con impegno mentre attorno una decina di simpatici ragazzi assistono alle operazioni. Tutto sembra sistemato e ne approfitto per fare anche un utile cambio olio. Mirco intanto è andato a vedere le Cascate Vittoria che io avevo già potuto ammirare in due precedenti occasioni. Ripartiamo in direzione Lusaka decidendo di fermarci per la notte a Mazzbuka, un centinaio di km prima della capitale. Mancano 30 km alla meta mentre sta facendo buio e becco sciaguratamente una buca sulla quale il motore si ammutolisce. Controllo il tutto ed è ancora il variatore di tensione il problema; si fermano due ragazzi in auto e mi danno una mano a sistemare provvisoriamente ancora il tutto in modo di poter fare gli ultimi km di oggi. Nel frattempo mi raggiunge anche Mirco e insieme, anche oggi al buio, arriviamo al solito modesto lodge, il Muko Lodge. Pochi spiccioli per una camera dignitosa senza acqua calda e nemmeno Wi-Fi. La ragazza che gestisce la struttura ci prepara una cena a base di pesce….che pesce sia non ci è dato sapere, ma è ragionevole pensare sia una specie del vicino Zambesi.

28 giugno. Mazabuka-Nyimba Km 463
Viaggiamo sulla noiosa T2 sino a Lusaka che attraversiamo in un delirio di traffico e poi imbocchiamo la splendita T4 che conduce a Chipata e quindi Malawi. Sarebbe stata una giornata perfetta se poi arrivato al Blu Sky Lodge di Nyimba non mi accorgessi che dalla piccola borsa da serbatoio è sparito il porta documenti con libretto moto e passaporto. Sono nella merda! Occorre fare denuncia al comando di polizia e tornare a Lusaka per poter essere lunedì in ambasciata. Fortunatamente ho il contatto della Sig.a Grazia, Vice Console Italiana del Malawi con sede in ambasciata che ho contattato e grazie alla quale lunedì abbiamo già la conferma di essere ricevuti. Speriamo bene!

29 giugno Njimba-Lusaka
Subito al comando di polizia per spiegare il tutto e ottenere la relativa denuncia senza la quale sarebbe inutile recarsi all’Ambasciata per richiedere l’ETD, una sorta di passaporto temporaneo per poter rientrare in Italia. Una buona ora per ottenere la denuncia e quindi trovare un autista che ci porti in giornata a Lusaka; è domenica, ma siamo riusciti a contattare l’ambasciata ed ottenere un appuntamento per l’indomani. Sono in contatto con la Sig.a Maestri la quale mi dice anche che oltre la denuncia occorre presentare il biglietto aereo di rientro; le spiego che io devo prima recarmi assolutamente in Malawi con la moto. Ne riparleremo domani, ma intanto ho prenotato il volo per il 4 luglio sapendo già che validità dell’ETD è di 5 giorni. Troviamo un ragazzo che per 70€ ci porterà a Lusaka (320km) dove arriviamo nel pomeriggio e alloggiamo in un economico (27€ la singola) hotel a poche centinaia di metri dall’ambasciata.

30 giugno Lusaka-Njimba
Alle 10 sono in ambasciata e parlo con la Sig.a Damiana, che mi spiega la situazione che con l’ETD che mi prepara posso tranquillamente entrare in Malawi e da lì con il mio volo rientrare in Italia; l’importante è che io sia rientrato entro il giorno 6 luglio. Con i tempi ci stiamo perché da qui a Namwera ci si arriva in 2 giorni. Il problema piuttosto è la moto, ma confidiamo nella comprensione dei doganieri in uscita dallo Zambia. Rientriamo con lo stesso autista a Njimba dove arriviamo che è già buio. Solita cena preparata nella cucina (….si fa per dire) del Lodge il cui menù è da giorni sempre lo stesso; tre scelte: pollo, pesce (di specie imprecisata) e beaf….ma non sempre sono disponibili tutti e tre. Pazienza, siamo stanchi e anche ansiosi di come andrà in dogana domani.

1 luglio Njimba-Dedza. Km 465
I 250km in moto più difficili che ricordi, e non per la strada peraltro di ottimo asfalto, ma per i pensieri che mi portavo nella testa. Un’unica martellante domanda: riuscirò ad entrare con la mia moto in Malawi? Beh, ce l’ho fatta e pazienza per le tre ore in dogana tra un ufficio e un addetto all’altro. Un grossissimo sospiro di sollievo! Poche ore di strada e domani Namwera!

2 luglio. Dedza-Namwera. Km 199
La strada che da Dedza scende a Monkey Bay è di una bellezza assoluta e per di più con un ottimo asfalto. Sarà lo stato d’animo carico di emozioni per la meta che si avvicina, ma mi godo questi km con leggerezza e felicità. Mi fermo in un piccolo villaggio e scatto qualche foto con alcune donne e i loro piccoli e dalle loro espressioni mi par di capire che sia tutt’altro che normale per loro incontrare viaggiatori venuti da lontano con le loro moto.
Superiamo Monkey Bay e ci fermiamo a Mangochi per fare alcuni acquisti, compreso 5kg d’olio per la moto di Mirco. Sono su strade che conosco e la sensazione che provo è quella di sentirmi a casa.
Namwera, Alleluya Care Center!
L’emozione non si racconta a parole, ma terminare qui questo viaggio rappresenta per me la chiusura di un cerchio. Il casco poi nasconde gli occhi lucidi negli ultimi meravigliosi km per salire a Namwera. Non è stato facile, ma la fatica e gli inevitabili (…o quasi) inconvenienti hanno reso ancor più bello arrivare in questa che da anni considero un po’ la mia seconda casa. La “cinesina” troverà qui la sua destinazione definitiva e questo era anche il mio obiettivo. Non posso che ringraziare anche il mio grande compagno di viaggio Mirco Cainelli …..che mi ha sostenuto negli ultimi travagliati 3 giorni…e mi ha sopportato in tutta questa straordinaria avventura, questa è la mia Africa!

3 luglio
Namwera – è una gioia per me ritrovare volti di persone a cui voglio bene Sr. Rigbe e Sr. Anna le suore che hanno sostituito Rita nella conduzione del centro. In realtà Anna non è il suo vero nome, ma glielo ho dato io qualche anno fa perché il suo vero nome è impronunciabile. Poi Kawinga, il nostro ragioniere, Roben il nostro autista, Mabata figura storica dell’Alleluya e autentico uomo di fiducia tuttofare, e poi Kaonda, Steven, Jasia, le maestre del nostro asilo, ecc.
Per Mirco tutto ciò è nuovo e anche se durante il viaggio ne avevamo parlato credo sia rimasto impressionato ed emotivamente coinvolto da quanto sta vivendo. Sistemiamo le nostre moto con Roben che se ne prende cura lavandole al meglio prima di caricarle su uno dei nostri container adibiti a magazzino. Pranzo e cena con le nostre suore e Kawinga prima di godermi l’arrivo della notte e del suo cielo illuminato da una miriade di stelle.

4 luglio
Partiamo all’alba con Roben alla guida del Toyota che ci porterà in 5h all’aeroporto di Blantyre; con noi hanno voluto esserci anche Sr. Rigbe e Sr. Anna e questo non può farci che piacere. In aeroporto metto in campo tutta la pazienza necessaria di fronte alle perplessità dei doganieri di fronte ad un documento che non è ovviamente il passaporto. Sr Rigbe non mi lascia finchè tutto è risolto e con Mirco possiamo raggiungere l’imbarco. Stessi problemi anche all’aeroporto di Addis Abeba dove facciamo scalo, ma anche questo in qualche modo era prevedibile.

5 luglio
A Malpensa c’è come sempre Ivana ad aspettarmi…come potrei fare senza di lei! In auto sulla via de ritorno le racconto del mio arrivo a Namwera ed è già tempo per programmare con lei un prossimo ritorno in questo sperduto angolo d’Africa, l’Africa che amo.

visioni di viaggio - 2014
CREDITS