Un viaggio immaginato da tempo, ovviamente non in moto, e realizzato come sempre in assoluta autonomia (….e notevole risparmio) in compagnia di Ivana, Piero e Patrizia. Considerando che sull’Isola di Pasqua ci saremmo fermati 4 notti, abbiamo deciso di prolungare il viaggio con alcuni giorni da trascorrere a San Pedro de Atacama. Raggiunta Santiago del Cile dove alloggiamo all’hotel Montecarlo, economico ma più che dignitoso. Il giorno successivo prendiamo un volo domestico di un paio d’ore per Calama dove noleggiamo un’auto che dopo 100km di ottima strada ci porta a San Pedro de Atacama dove troviamo un’ottima sistemazione all’Hostal Siete Colores gestito dal simpaticissimo Gustavo.

A San Pedro de Atacama

c’ero già stato con Ivana in moto nel 2012 e ancora in moto da solo nel 2015 (Alaska-Terra del Fuoco), ma tornarci ancora non mi dispiace affatto e mi riporta a momenti di viaggio di cui conservo bellissimi ricordi; per Piero e Patrizia è invece tutto nuovo e non potrebbe che affascinarli. Mi appoggio alla Inca Tour, una agenzia locale situata nella piazza centrale per organizzare una escursione sulle lagune Boliviane, scelta che si rivela azzeccata a conferma delle buone informazioni che avevo raccolto. Si parte all’alba per poter arrivare in dogana poco prima della sua apertura alle 8……fa un freddo boia, ma del resto siamo a quasi 5000m di altitudine….e io sono in braghe corte. Fare colazione a -3 non è il massimo del confort ma lo scenario è spettacolare e reso ancor più bello dal sorgere del sole in cielo di un azzurro intenso senza una nuvola. Il border non è più quella casetta di cemento di pochi metri quadri del 2012 ancora presente, ma ora sostituita da una moderna e più accogliente struttura.
Laguna Colorada, Laguna Verde, Laguna Blanca e il maestoso vulcano Licancabur sullo sfondo…tutto come 13 anni prima? Non proprio, ma del resto la quantità di turisti da queste parti si è moltiplicata e questo giustifica la necessità di prevedere camminamenti oltre i quali non è consentito andare. Un tempo fotografavo lama e fenicotteri a pochi metri di distanza e questo non è più consentito, così come le pozze di acqua termale non sono più liberamente fruibili come allora. La bellezza di questo angolo di mondo è però ancora qualcosa di speciale.









Torniamo a San Pedro e dopo cena si sale ad un osservatorio astronomico con la possibilità di osservare le stelle attraverso alcuni telescopi puntati su pianeti e costellazioni indicate dalla nostra preparatissima guida.



L’indomani visitiamo la Valle della Luna




dove io e Ivana

non possiamo che rimanere un poco delusi nel senso che ne avevamo un ricordo assai diverso, ma anche in questo caso occorre fare i conti con la moltitudine di visitatori che arrivarono qui da ogni angolo del mondo. Nel 2012 eravamo quattro gatti ed era possibile muoversi pressoché liberamente all’interno del sito…ora questo non è più possibile. Un salto anche alla Laguna de Cejar


dove non posso non fare un tuffo nelle sue acque…..che non immaginavo però essere così fredde!

Torniamo a Calama e di nuovo in aereo a Santiago dive in questo caso alloggiamo all’Hotel Foresta, economico, accogliente e con un bellissimo pub al piano terra con musica dal vivo.
Il volo per l’Isola di Pasqua l’avevo prenotato sul sito Latam Brasile (Latam è l’unica compagnia aerea che opera su questa tratta) dove avevo trovato prezzi accessibili e comunque notevolmente inferiori a quelli proposti dagli abituali siti web (650€ cad ar). Non solo, una volta a bordo i nostri post sulla fila 3 sono posti in business, dove mai mi era capitato di sedere! Fantastico!


Arrivati in aeroporto ci accoglie Christophe con le tradizionali collane di fiori che ci pone al collo

prima di accompagnarci in auto alle sue “cabanas” che avevamo prenotato su Booking a prezzo assai più contenuti rispetto alla media. I dubbi che potevo avere sulla qualità della scelta sono stati subito fugati una volta arrivati. Un luogo stupendo a pochi metri dall’oceano a 1,5 km da Hanga Roa raggiungibile tranquillamente a piedi. La cabanas è spaziosa, accogliente e dotata di tutto il necessario, cucina compresa e l’ottima colazione inclusa



. Christophe è un francese che vive qui da trent’anni sposato con una donna locale ed è lui che ci accompagna a conoscere l’isola famosa per i Moai di cui è costellata. La storia di queste gigantesche figure umane è ancora in parte avvolta nel mistero e Christophe ce ne parla con dovizia di argomenti frutto di una conoscenza sicuramente approfondita e con una passione figlia dell’amore che ha per questa terra sperduta nell’oceano. Non posso farmi mancare una buona nuotata nelle acque del Pacifico dalla spiaggia di Anakena Beach per chiudere al meglio il soggiorno sull’isola



e nemmeno una piacevole serata in un locale dove quesi ogni sera si esibisce un gruppo di ragazze e ragazzi locali che presentano danze e canti tradizionali tipicamente polinesiani




. Tre giorni intensi e quando ripartiamo (….in business)

alla volta di Santiago portiamo con noi il ricordo di una esperienza grandiosa che ha superato largamente le nostre aspettative; anche per questo il lungo e noioso volo di ritorno a Santiago a Malpensa finisce per pesarmi meno del solito. Sì, davvero un viaggio da incorniciare.












